Come nasce il libro

L’idea di questo libro nasce una sera a Cartagine, Tunisia, dove viviamo da tre anni. È la vigilia del 14 gennaio, una data destinata a cambiare la storia del paese. L’atmosfera è quasi surreale: sono le ore che precedono il compiersi di un evento non ancora definito, in un’attesa che mescola emozioni, aspettative,
paure. Siamo incollati alla tastiera del computer, collegati a internet, seduti a un caffè virtuale con tutti i nostri amici. Ci scambiamo notizie, articoli di giornale, testimonianze di medici che hanno soccorso le vittime della polizia: è un passaparola elevato all’ennesima potenza. Osserviamo con sorpresa due realtà che appaiono avvicinarsi e, allo stesso tempo, allontanarsi: da un lato, il mondo convulso di Facebook, Twitter e YouTube, che da pochissimo hanno ripreso a funzionare, dopo tanti anni di censura; dall’altro, le principali testate internazionali sul web che riportano pezzi non aggiornati e ripetitivi sulla “situazione tunisina”, da alcuni poi ribattezzata la “Rivoluzione del Gelsomino” – un riferimento che offende molti tunisini – Ben Ali usava la medesima espressione per riferirsi al suo colpo di Stato quando, ventitré anni prima, aveva deposto Habib Bourguiba.

Per molti, a Tunisi, l’impegno consiste nel rafforzare il tam tam di notizie a tutto campo, raggiungere più persone possibile. Anche noi vogliamo che gli altri amici, all’estero e in Tunisia, siano tenuti al corrente e diffondano le informazioni ai loro contatti. Iniziamo a scrivere, sul nostro blog quello che succede.  L’idea di scrivere un libro si trasforma in un vero e proprio progetto durante un breve rimpatrio in Italia, anche per la sorpresa e la rabbia nei confronti di analisi approssimative che etichettano la rivoluzione tunisina come una “rivolta del pane”, sminuendo la consapevolezza e il coraggio di chi è sceso in piazza contro un potere dittatoriale ultraventennale, urlando: «A pane e acqua, ma senza Ben Ali!».

Il progetto si rivela una grande viaggio alla scoperta di una realta' che credevamo di conoscere, ma che si rivelav sempre piu' solo la punta di un Iceberg. Andiamo a Sidi Bou Sid, dove e' nata la rivolta, parliamo con attivisti, avvocati, blogger, abbiamo il privilegio di intervistare la famiglia di Mohammed Bouazizi e altre famiglie di martiri. Intervista dopo intervista, si rafforza la nostra comprensione e voglia di saperne di piu, e dare un senso a tutto cio'.

Attorno al libro si crea una rete di tunisini e italiani, che dalle due sponde, vogliono raccontare la loro storia, e dare una mano alla realizzazione del libro. Da diario di una coppia che vive a due passi dal palazzo presidenziale, ne nasce una vera e proprio opera collettiva. Ne emerge un diario di diari, un puzzle fatto di tanti volti, che ricostruisce giorno per giorno quei gloriosi trenta giorni che hanno campbiato la Tunisia e infiammato il mondo arabo. Ma soprattutto un'esperienza umana che continua a raccontare e raccontarsi attraverso il blog